Rassegna stampa 27/04/2015

Osservatoriooggi.it



Inaugurato all’insegna dei giovani il comitato elettorale di Fabiano Amati



FASANO – ‘Torno per chiedervi cosa ho fatto di quel pezzo della vostra vita che avete messo nelle mie mani cinque anni fa’: così ha esordito ieri sera (domenica 26 aprile) Fabiano Amati, consigliere regionale uscente e nuovamente candidato, nel Partito Democratico, alle prossime regionali del 31 maggio, in occasione dell’inaugurazione del suo comitato elettorale in corso Vittorio Emanuele. Un comitato sui generis, una sorta di cantiere aperto a tutti in cui ci si confronta con idee, proposte e consigli. Sono stati Tommaso Grassi e Sante Mileti, del direttivo dei “Giovani Democratici” ad introdurre la serata. I due giovani hanno sottolineato come proprio la presenza delle nuove leve possa dare un segno di fiducia alla comunità. “Vogliamo offrire il nostro contributo a che la nostra città possa crescere nel migliore dei modi” non hanno mancato di sottolineare prima di passare la parola ad Amati che ha tagliato il nastro inaugurale avendo al suo fianco il senatore Nicola Latorre e il segretario cittadino del Pd Pierfrancesco Palmariggi.

 

Amati, introdotto anche dalle note di Let the sunshine, ha parlato di quanto ha fatto in questi ultimi anni da amministratore regionale, dall’Acquedotto Pugliese agli impianti di affinamento delle acque sino ad arrivare al nuovo ospedale Fasano-Monopoli. “Dobbiamo stringerci tutti la mano e camminare insieme per raggiungere obiettivi comuni – ha detto ancora Amati circondato dai giovani del suo partito -. Tutti insieme per un voto che possa servire a questa città. Io non amo promettere, amo agire. E per me spero parli, appunto, la forza dei fatti (il suo slogan elettorale, ndr).

 

A salutare l’inizio della campagna elettorale del candidato fasanese del Pd tantissima gente con molti esponenti politici provenienti anche da città limitrofe. Da sottolineare come c’erano rappresentanti di tutte le forze poltiiche del centrosinistra fasanese a dimostrazione di una compattezza mai vista nelle ultime tornate elettorali.

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