Protezione civile. Amati: bene l’attivazione del Centro funzionale ma servono i Piani comunali di emergenza

protezionecivile logo

protezionecivile logo“Il passo finale per attivare il sistema regionale di prevenzione dai rischi idrogeologico ed idraulico è stato compiuto. Giunge all’apice di una storia lunga e faticosa di costruzione del sistema regionale di Protezione civile, divenuto sempre più strutturato, organizzato e radicato nel territorio. Naturalmente, la gratitudine va in particolare ai dirigenti che, negli ultimi otto anni, si sono occupati del servizio, l’Ing. Pino Tedeschi e il Dott. Luca Limongelli, e a tutti i dipendenti del Servizio regionale di Protezione civile e ai consigli sempre opportuni del mondo del volontariato. A questo punto, manca solo l’attivazione della colonna mobile regionale e del servizio elicotteri regionali per lo spegnimento incendi, oltre all’approvazione di tutti i Piani comunali d’emergenza: su quest’ultimo argomento siamo da oltre un anno Regione virtuosa per numero di comuni dotati, ma è opportuno che il 100% dei comuni completino il procedimento di questo importantissimo strumento.”

Così il Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento all’annunciato prossimo avvio del sistema di allertamento meteorologico, idrogeologico e idraulico della Protezione civile della Regione Puglia.

“Il lavoro di potenziamento, specializzazione ed organizzazione del Centro Funzionale Decentrato intrapreso negli ultimi anni, culminato con l’attivazione ordinaria e straordinaria delle sue funzioni di controllo e monitoraggio, ha aggiunto un’ulteriore barriera di difesa dei Cittadini dai rischi legati agli eventi atmosferici o sismici. Servirà ad evitare maggiormente che “la natura che si fa matrigna” possa colpire indisturbata, poiché le costanti azioni di monitoraggio, previsione e sorveglianza attivate dai tecnici di Protezione civile saranno in grado di intraprendere un’azione congiunta con tutto il territorio e con il Dipartimento nazionale, impedendo che la tragedia incontri cittadini impreparati e disarmati.

Anche il miglior sistema di prevenzione, però, rischia di essere inefficace in mancanza di azioni coordinate con i singoli comuni interessati dagli eventi metereologici o idrogeologici. E’ necessario, infatti, che tutti i comuni pugliesi si dotino dei Piani di emergenza di Protezione civile, strumenti in alcuni casi ancora irresponsabilmente ed inspiegabilmente ignorati, nonostante siano mezzi fondamentali per la gestione delle emergenze e per la tutela della sicurezza dei Cittadini.

Colgo dunque l’occasione dell’annunciato avvio di tutte le funzioni previste dal Centro funzionale regionale e dalla tragedia sarda, dove la mancanza di piani comunali di emergenza ha causato morte e distruzione, per sollecitare nuovamente, così come ho ripetutamente fatto quando ricoprivo la carica di assessore regionale con delega alla Protezione civile, i comuni della nostra regione ancora inadempienti e privi di sistemi comunali di emergenza, grazie ai quali, in caso di calamità, tutti sapranno cosa fare e come, senza che il panico provochi ulteriori disgrazie.

Bisogna ricordare che la Puglia, fortunatamente, vanta una grande cultura di Protezione civile e un primato in quest’ambito, che lo corso anno l’ha portata a diventare la regione italiana più responsabile con riferimento ai piani di emergenza. Infatti il 78,43% dei nostri comuni si è già dotato di questo primario strumento di tutela del rischio. Ma non è abbastanza: ancora circa 60 comuni ne sono sprovvisti.

Credo così profondamente nell’indispensabilità di questo piano che in passato ho anche deciso di rendere pubblici i nomi delle amministrazioni comunali ancora sprovviste del piano, sperando di suscitare un ulteriore coro di sollecito e di richiamo delle coscienze.

Ancora non pochi comuni, dunque, restano inadempienti ed è necessario che colmino quanto prima questa lacuna, dannosa per la sicurezza dei Cittadini. Mi riprometto, nei prossimi giorni, di sollecitare quanto prima l’attivazione di una nuova indagine aggiornata circa lo stato dell’arte ed, eventualmente, di attivare nuove azioni di sollecito”.

 

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