Precari. Amati: “ Io non mollo”

Con riferimento alla conclusione della sessione di lavori del Consiglio regionale, conclusasi ieri notte, l’Assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Leggo che diversi consiglieri regionali additano alla vergogna perché il Consiglio regionale ha respinto diversi emendamenti-manifesto, peraltro privi di copertura finanziaria, nel corso della sessione conclusasi ieri notte. ”Devo dire che se c’è qualcosa per cui è giusto provare vergogna è il rifiuto dell’opposizione ad accettare la discussione e l’eventuale approvazione dell’emendamento che avevo presentato per salvare il personale della sala operativa della Protezione civile, che rischia di dover andare a casa nel prossimo novembre, cioè in piena emergenza alluvioni e frane.
”Provo smarrimento nel pensare a noi componenti dell’assemblea legislativa che ci accomiatiamo augurandoci buone vacanze, senza considerare che le nostre buone vacanze, cioè i sollazzi marini, campagnoli, montanari, sono garantiti da trenta angeli che assicurano a turni, anche di notte e festivi compresi, il coordinamento e l’intervento sui luoghi dei disastri.
”Queste persone in una condizione di precarietà lavorativa, senza quindi alcuna serenità psicologica, sono chiamati ogni giorno ad assumere con immediatezza decisioni cariche di responsabilità, consapevoli che se la decisione è giusta non farà notizia e i sollazzi continueranno indisturbati ma se è sbagliata sarà notizia da sparare in prima pagina con il terrore del gabbione.
Su quanto accaduto non ci sono giustificazioni di bon ton istituzionale che tengano e meno che mai l’idea che la politica sia un’interminabile partita a scacchi tra scacchisti poco profondi e superficiali che sull’altare della mossa utile a segnare un punto politico disperdono il merito della politica, che non è il bon ton ma ciò che fa vivere meglio i cittadini che si ha l’ambizione di rappresentare, cioè – in termini più semplici – il rispetto dei compiti di stretto merito che l’istituzione in cui si siede possiede.
Una brutta pagina, non c’è dubbio, ma nonostante i ritardi che quanto avvenuto farà accumulare io non mollo. Chiederò al Presidente Introna di convocare al più presto il Consiglio regionale e chiedo scusa sin d’ora se quella convocazione interromperà le nostre vacanze, auspicabilmente serene e tranquille perché protette anche da trenta persone che ieri sera, nei fatti e nella conclusione spicciola di chi come me non s’intende di politica, sono state considerate ingiustamente reiette.”

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