“Riqualificheremo i porti di Brindisi, Ostuni e Fasano”


Il porto di Savelletri di Fasano.

E’ stato sottoscritto oggi a Roma l’accordo quadro sulla portualità approvato la scorsa settimana dalla Giunta regionale. L’accordo prevede interventi a Brindisi, Ostuni e Fasano.
Lo annuncia l’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati.
L’accordo di programma quadro, sottoscritto dalla Regione Puglia, da Italia Navigando S.p.A., dai Ministeri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture, prevede una parte attuativa ed una parte programmatica. Per quanto riguarda la prima, l’accordo prevede per la provincia di Brindisi, la riqualificazione della funzione del porto di Brindisi, per un importo di €2.800.000,00. Per quanto attiene invece la parte programmatica, l’accordo prevede la riqualificazione in gestione del porto turistico di Villanova di Ostuni, per un importo di € 9.400.000,00 e la riqualificazione funzionale del porto di Fasano – Savelletri per un importo di € 5.000.000,00. Detto accordo di programma sarà gestito con Italia Navigando s.p.a., società interamente pubblica.

“Dopo l’avvio delle procedure per la realizzazione dell’ospedale di Brindisi nord – ha dichiarato l’assessore Amati – a servizio del comuni di Fasano, Ostuni, Cisternino, realizzeremo ore interventi sui porti di alcune città della provincia che si trasformeranno in un vero e proprio volano per la nostra economia. Il sistema portuale delle nostre città rappresenta uno degli elementi maggiormente strategici per l’avvio di politiche turistiche e commerciali. Questi lavori di riqualificazione dei porti porteranno una serie di benefici diretti e indiretti alle popolazioni locali. La nostra terra poi si trova in una posizione geografica fortemente favorevole e con una buona gestione e qualità dei porti sarà possibile implementare i traffici con il bacino del mediterraneo e con i paesi medio orientali. Non trascurerei poi – ha continuato – un ulteriore elemento di vantaggio che scaturirebbe dall’aumento dei traffici nei nostri porti, ovvero il decongestionamento del traffico via terra e l’utilizzo di altri mezzi per il trasporto di merci, così come avviene nel resto dei paesi d’Europa. Tutto questo – ha concluso – però va fatto senza mai trascurare la natura dei luoghi e il rispetto di questi ultimi”.

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