Inquinamento a Taranto, le nostre domande e le risposte di Arpa e Asl Taranto

“La politica in cui crediamo si nutre di prove scientifiche e in base a queste sceglie.
Per questo abbiamo oggi invitato in audizione in Commissione ambiente l’Arpa Puglia e l’Asl di Taranto.”
Lo dichiarano Gianni Liviano, Donato Pentassuglia, Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera e Ruggiero Mennea, commentano l’esito delle audizioni, da loro richieste, in V commissione dei rappresentanti di Arpa Puglia (il direttore generale Vito Bruno e il dirigente Vittorio Esposito) e Asl Taranto (il direttore generale Stefano Rossi e il responsabile del dipartimento di Prevenzione Michele Conversano).
“Tre i quesiti posti e le relative risposte.

Domanda: Vero che le così dette collinette ecologiche determinano pericoli per la salute umana, in base ai parametri previsti dalla normativa vigente?
Risposta Arpa: Dagli strumenti urbanistici del Comune di Taranto l’area delle c.d. collinette ha una zonizzazione residenziale. Il materiale che costituisce le collinette non rispetta il livello massimo di contaminazione ambientale, ma l’Arpa non ha competenza funzionale per esprimersi sui rischi sulla salute umana.
Risposta Asl: Preso atto delle contaminazioni ambientali non si possono escludere rischi per la salute umana, che comunque vanno confermati con ulteriori verifiche secondo i previsti modelli di accertamento.
Domanda: Vero che risultano aumentati gli ipa cancerogeni nel quartiere Tamburi rispetto al passato e che superano i livelli previsti dalla normativa vigente?
Risposta Arpa: Non c’è normativa di riferimento. L’aumento degli ipa è stato riscontrato all’interno della fabbrica siderurgica, ma non si può allo stato affermare un riverbero nelle aree esterne allo stabilimento.
Domanda: Vero che la concentrazione di diossina nell’intera città di Taranto sia aumentata rispetto al passato e che supera il livello previsto dalla normativa vigente?
Risposta Arpa e Asl: Non risultano superati i limiti previsti dalla normativa e contenuti nelle linee guida dell’OMS, per cui non si può parlare di aumento del rischio per la salute umana.”

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