Impianto Gennarini-Bellavista, Amati: “Governo regionale disinteressato?”

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pappadai-410x274“Trovo ingiustificabile il rinvio per l’assenza del Presidente Vendola, competente sull’argomento, e di altri componenti del governo regionale, dei lavori odierni della V commissione consiliare. La riunione era stata convocata oggi per discutere dell’impianto di ultraffinamento Gennarini-Bellavista di Taranto, con tutti i suoi riflessi sul consumo ormai ingiustificato di 250 litri al secondo di acqua prelevati dall’ILVA dallo schema del Sinni, sulla messa in esercizio dell’invaso artificiale Pappadai e sul rischio di perdere 14 milioni di euro erogati dalla Protezione civile nazionale.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Se si esclude – dice – la giustificazione tempestiva giunta al Presidente Pentassuglia dall’Assessore Nicastro, che peraltro è il meno interessato per competenza alla questione, vorrei sperare che l’assenza di qualsiasi rappresentante del Governo regionale non sia stata causata da disinteresse ma da meri disguidi nella corrispondenza. Ove così non fosse, l’assenza dovrebbe essere considerata alla stregua di un grave inadempimento, al cospetto di politiche regionali che hanno da sempre posto a priorità l’argomento del risparmio idrico, della sua migliore gestione e dell’attivazione tempestiva di opere realizzate con ingenti risorse pubbliche.
A questo punto, non resta che sperare nella prossima riunione, che il Presidente Pentassuglia si è impegnato con tempestività a convocare, affinché si possa discutere con la presenza dei rappresentanti del Governo regionale interessati, magari sollecitati opportunamente dal Presidente Introna. L’ovvio auspicio è che nel frattempo non sia revocato dalla Protezione civile nazionale il finanziamento per 14 milioni di euro, da utilizzare per assicurare la piena funzionalità dell’impianto Gennarini-Bellavista.”

L’avvio in esercizio dell’impianto di super affinamento Gennarini-Bellavista di Taranto permetterebbe di sostituire con acque ultra affinate quelle prelevate dallo schema idraulico del Sinni e del Tara, attualmente utilizzate da ILVA, e di invasare, con la risorsa risparmiata, la Diga del Pappadai (in fase di collaudo), consentendo così di mettere in funzione una grande opera utile ad integrare la richiesta di acqua sia potabile che utilizzata per scopi irrigui.

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