Il Tar di Lecce dice NO al petrolio. Amati: “Grande vittoria di tutta la Puglia”

Con ordinanza resa in data 24 – 2- 2010, il Tar di Lecce ha accolto la richiesta di sospensione presentata dal Comune di Ostuni, con l’intervento ad adiuvandum del Comune di Fasano e della Regione Puglia, del provvedimento con il quale il Ministero dell’Ambiente si è pronunciato positivamente sulla compatibilità ambientale dei lavori preliminari alla attività di estrazione di idrocarburi in favore della società Northern Petroleum LTD. Lo rende noto l’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati.

Nella sua motivazione il Tar di Lecce ha affermato che “il ricorso principale e gli atti di intervento ad adiuvandum appaiono sorretti da ragioni meritevoli di apprezzamento e tutela in sede cautelare”, rilevando anche che “il procedimento di compatibilità ambientale è culminato nella adozione di provvedimenti ministeriali che sembrano avere disatteso alcuni considerevoli profili di criticità”. Tra questi il Tar Lecce cita l’ “omesso perfezionamento della procedura di composizione della commissione tecnica di verifica di impatto ambientale mercè convocazione del rappresentante designato dalla Regione Puglia, con conseguente mancata valutazione di interessi ascrivibili all’ente territoriale;” l’ “omessa considerazione del carattere inquinante della tecnica di prospezione geofisica denominata “ Air gun”, soprattutto in rapporto alla mancata considerazione di una alternativa tecnicamente praticabile allo stato delle conoscenze di settore e delle caratteristiche di sensibilità dell’area ove si svolge l’attività in questione”; la “non adeguata considerazione degli effetti pregiudizievoli derivanti dall’utilizzo della suddetta metodica di prospezione geofisica per la salvaguardia di alcune specie marine ( in particolare, Misticeti e Odontoceti);” infine l’ordinanza parla di “omessa valutazione dei pregiudizi che l’attività di ricerca petrolifera in argomento può produrre a carico delle attività produttive attraverso le quali si manifesta la vocazione del territorio costiero( attività di esercizio della pesca , del turismo , della balneazione ecc.)”.

“Questa ordinanza rappresenta una grande vittoria per l’intero territorio regionale – ha detto l’assessore Amati – perché, accogliendo il principio di prevenzione, permette una tutela anticipata nei confronti dei rischi di disastro ambientale e perché individua, già in questa fase, l’illegittimità dell’azione di questo governo nazionale contro la quale tutti i Comuni interessati si sono fortemente battuti. Continueremo incessantemente a difendere le nostre coste e le attività ad esse connesse, non abbasseremo mai la guardia e staremo sempre al fianco di tutti i cittadini pugliesi che stanno lottando per difendere la propria terra, le sue inestimabili bellezze e le attività economiche tipiche della zona. La voglia di custodire il nostro territorio – ha concluso l’assessore alle Opere Pubbliche – è in noi troppo forte per non poter gioire per questa ordinanza e per non poter trovare in questa decisione del Tar Lecce trovare la forza e la voglia di continuare la nostra battaglia”.

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