III Commissione sulla proposta di legge di semplificazione amministrativa

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Logo ance“Aver lavorato oggi in III Commissione sulla proposta di legge di semplificazione amministrativa, rappresenta una forma concreta di solidarietà all’iniziativa promossa dall’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE), sostenuta dai sindacati, per denunciare la perdita di migliaia di posti di lavoro nel settore edile, causata dalla crisi, dalle norme di finanza pubblica e dalla lentezza della burocrazia.”

 

Lo ha dichiarato il Consigliere regionale Fabiano Amati, all’esito dei lavori della III Commissione consiliare, chiamata a discutere della proposta di legge presentata da venti consiglieri regionali sulla semplificazione del procedimento amministrativo, della quale lo stesso Amati è primo firmatario.

“L’approfondimento e il confronto odierno svoltosi in Commissione con il Governo regionale, mi induce a pensare che alla prossima riunione del 3 luglio, già fissata dal Presidente Donato Pentassuglia, si possa licenziare il testo della proposta per farla approdare rapidamente in aula.
Sino al 3 luglio rientrerà nei compiti dei consiglieri proponenti e del Governo regionale l’esame di alcuni problemi emersi dalla discussione odierna.
Inoltre: mi piace rilevare un clima di confronto serio e vero tra i componenti della Commissione e il Governo regionale, che lascia presagire l’approvazione di un testo largamente condiviso.
La riunione di oggi è stata altresì utile a fare emergere ulteriori profili di semplificazione non presenti nel testo in esame (effetti del provvedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale), condivisi dal Governo regionale e sui quali tuttavia già da qualche settimana la Commissione consiliare aveva avviato la riflessione. Nelle funzioni di proposta e nello spirito di collaborazione tra Consiglio e Governo regionale, provvederemo nei prossimi giorni al deposito di una proposta consiliare in materia di effetti del provvedimento di VIA, che rappresenti la base di una riflessione non più rinviabile, in grado di trasformarsi rapidamente in testo legislativo.
Al pari di tutti i colleghi consiglieri regionali, ritengo che solo questo sia il modo per solidarizzare con i movimenti di denuncia e sollecitazione sul problema dei cantieri e del lavoro. Diversamente, si rischia solo di far aumentare il numero degli elmetti protettivi di colore giallo disseminati oggi a Piazza della Libertà a Bari, in un’emblematica metafora del lavoro che manca.”

La proposta di legge è intitolata: “Consigli, commissioni e comitati: semplificazione dei procedimenti amministrativi”.
È stata presentata il 19 aprile 2013 dai consiglieri Fabiano Amati, Donato Pentassuglia, Giuseppe Romano, Mario Loizzo, Antonio Maniglio, Nicola Marmo, Ruggiero Mennea, Sergio Blasi,  Maurizio Friolo, Francesco Damone, Salvatore Negro, Andrea Caroppo, Francesco Ognissanti, Aurelio Gianfreda, Donato Pellegrino, Antonio Martucci, Michele Ventricelli, Ignazio Zullo, Antonio Camporeale, Saverio Congedo e Giovanni Epifani.
Nel primo articolo si demanda alla Giunta regionale l’obbligo di deliberare ogni anno (il 30 novembre) quali sono gli organismi collegiali con funzioni amministrative che la stessa giunta ritiene indispensabili per raggiungere i fini istituzionali dell’ente.
Tutti quelli organismi non ritenuti indispensabili sono automaticamente soppressi e le funzioni amministrative sono demandate al dirigente che ha la competenza prevalente sull’argomento.
Inoltre, proprio allo scopo di accelerare l’iter di avvio dei cantieri, la proposta sopprime 4 organismi (un consiglio e tre comitati): il Consiglio regionale dei Lavori pubblici, la Commissione tecnica per la tutela degli alberi monumentali, il Comitato per la Via e il Comitato tecnico dell’Autorità di bacino. Si tratta di organismi con funzioni tecnico consultive, il cui giudizio non obbliga il dirigente chiamato ad emanare i provvedimenti finali, ma che nella tempistica del procedimento aggravano severamente l’ambizione di cantierizzare le opere.
Con riferimento alla soppressione del comitato tecnico dell’Autorità di bacino, nella legge si prevede che l’autorizzazione per alcuni interventi minimi che i cittadini devono svolgere su manufatti edilizi esistenti rientri nella competenza degli uffici tecnici comunali.

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