I lavori della settima Commissione affari istituzionali

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consiglio regionale puglieseCon l’astensione dei consiglieri Francesco Damone (Misto) e Davide Bellomo (I Pugliesi), la settima Commissione del presidente Giannicola De Leonardis, ha approvato una proposta di modifica al regolamento del Consiglio regionale primo firmatario Fabiano Amati per rendere pubbliche le sedute delle Commissioni consiliari permanenti e la pubblicizzazione sul sito del Consiglio dei processi verbali.
Sarà l’Ufficio di presidenza del Consiglio (così come previsto da un emendamento del vicepresidente Nicola Marmo) a disciplinare con uno specifico regolamento l’accesso alle sedute. Inoltre lo stesso organismo istituzionale, dovrà valutare la compatibilità della realizzazione di questa iniziativa con le dotazioni tecnologiche e strutturali del Consiglio.
“Questa novità – ha spiegato Fabiano Amati – è in linea con il principio di trasparenza, acquisito ed esaltato dall’attuale ordinamento normativo, inteso allo scopo di favorire forme diffuse di accessibilità alle informazioni sull’attività delle pubbliche amministrazioni e di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali, condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, che integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione aperta”.

La Commissione ha approvato all’unanimità un’altra proposta di modifica al regolamento del Consiglio regionale presentata dal capogruppo di Sel, Michele Losappio.
In sostanza non sarà più consentito ai consiglieri di essere sostituiti da altri colleghi in Commissione. Saranno valide le stesse regole previste per le assenze nell’ambito delle sedute consiliari.

La Commissione ha messo in cantiere due proposte statutarie presentate dal capogruppo di Sinistra ecologia e libertà, Michele Losappio.
La prima è relativa al passaggio della potestà regolamentare dalla Giunta al Consiglio ed alle sue articolazioni (Commissioni). L’altra, invece tende ad abbassare il numero delle firme richieste per la presentazione delle leggi di iniziativa popolare da 15000 a 10000.
“Si intende così modificare – ha dichiarato il consigliere Losappio – ampliando i poteri del Consiglio, una importazione di eccessiva enfatizzazione del potere esecutivo figlia di una stagione, quella del presidenzialismo e dei governatori che ha mostrato diversi limiti e difetti. Oltre che equilibrare l’esercizio dei poteri legislativo ed esecutivo rispetto alle proposte popolari”.

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