Consorzi di bonifica, occorre proposta risolutiva

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irrigazione    Ai Consorzi di bonifica il bilancio preventivo non assegna nemmeno un euro a titolo di contributo, anticipazione di liquidità, sussidio, mancia o aiutino. È il primo bilancio in cui si dice che senza la riforma, cioè senza una legge che fori le ruote a questi carrozzoni, non sarà dato un euro. Mi stupisce che ci sia invece qualche collega che inventa il contributo-che-non-c’è per buttarla in politica.

Vorrei ricordare che la norma che porteremo nel prossimo Consiglio è più o meno la riedizione di un’altra simile da me presentata nella scorsa legislatura, e purtroppo non sostenuta né dal governo dell’epoca (Vendola) né dai colleghi dell’opposizione che oggi lamentano una scarsa incisività sulla materia. Anzi: proprio rileggendo i resoconti dei Consigli regionali degli anni scorsi, mi sono accorto che la contestazione ai Consorzi è stata sempre flebile è un po’ dopolavorista, perché poi nelle proposte scritte (norme, emendamenti ecc.) di maggioranza e opposizione quasi mai si è registrata una presa di posizione risoluta. Ora che per la prima volta vi è un sussulto di ragionevolezza e risolutezza mi pare francamente inutile indugiare nella disputa a botta di comunicati stampa. Da chiunque si approcci al tema mi piacerebbe invece sapere, sia pur per curiosità culturale e per titoli, quale soluzione riformatrice concreta si propone nella ovvia salvaguardia della cassa e delle tasche dei cittadini pugliesi? È tutto qui il punto. C’è qualcuno che a questo compito ha adempiuto con un’idea motivata e studiata: trasferimento delle opere idrauliche e delle funzioni irrigue ad AQP, con il relativo personale, per far conseguire alla stessa AQP, e quindi ai pugliesi, un risparmio minimo netto pari ad 1.400.000 euro l’anno. Non è così? Non va bene? Può essere. Ma almeno si dica qualcosa di concreto, contrapponendo soluzioni. Altrimenti ci leggeremo tra noi e tutto resterà come prima e come sempre.

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