Chiudere le ‘falegnamerie amministrative’

consiglio regionale pugliese

consiglio regionale pugliese“Dobbiamo tentare di chiudere le ‘falegnamerie amministrative’, che nelle pieghe di un procedimento farraginoso e dopo la conclusione dei procedimenti necessari al rilascio di tutti i pareri previsti dalla legge per l’avvio di opere pubbliche e private, trovano sempre il tempo di costruire ‘tavoli’ di discussione e riflessione, che rallentano e in molti casi bloccano l’iter di avvio dei cantieri.

Sulla scorta dei suggerimenti e delle testimonianze di esperienza degli assessori regionali competenti, dunque, ascoltati oggi in audizione, mi farò presto promotore, con i colleghi consiglieri regionali che lo riterranno, di una proposta di legge, da portare subito all’approvazione del Consiglio regionale, volta a semplificare il procedimento di rilascio di autorizzazioni e pareri in materia di paesaggio ed ambiente (per la realizzazione di opere pubbliche, di interesse pubblico e di iniziative economiche pubbliche e private comunque qualificate) e ad abolire consigli e comitati di varia natura che attualmente sono previsti per l’espressione di un parere.”

Lo ha reso noto il consigliere regionale Fabiano Amati, a seguito dell’audizione odierna, da lui formalmente richiesta, dell’assessore all’Urbanistica Angela Barbanente e di dirigenti dell’assessorato regionale  all’Ambiente, intervenuti in sostituzione dell’assessore Lorenzo Nicastro, svoltasi nel corso della seduta della V commissione consiliare.

“La mia iniziativa odierna, raccolta con la solita tempestività ed efficenza dal Presidente della commissione Donato Pentassuglia – ha detto Amati – è stata l’occasione per analizzare con concretezza il ‘grido di dolore’ che ci proviene da quanti subiscono le continue lentezze burocratiche, risultanti da una pluralità di regole procedimentali che ha reso difficile il cammino e che a volte attenta alla trasparenza, economicità e celerità del procedimento amministrativo.
L’obiettivo non è quello di mettere in discussione la normativa sulla tutela del paesaggio e dell’ambiente, che anzi va rigorosamente applicata, ma di semplificare l’iter procedimentale e di attribuire possibilmente ad un unico provvedimento il valore di autorizzazione, eliminando la cattiva abitudine della costituzione di tavoli tecnici ex post rispetto alla conclusione del procedimento  secondo la normativa vigente.
Poiché le norme si fanno sulla base dell’esperienza concreta e non sulla teoria, è stato utile ed opportuno interpellare gli assessori competenti per capire ad appagare passo dopo passo la disperata richiesta di tempestività che da più parti ci arriva.”

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