Autonomia e sanità, Amati, Blasi, Cera, Liviano, Mennea e Pentassuglia: “Se sono tutti contro vuol dire che il pericolo è concreto, a prescindere da appartenenze politiche”

“Se tutti i rappresentanti delle professioni sanitarie sono contro il progetto di autonomia del nord, significa che non stiamo parlando di appartenenza politica ma di rischi concreti per la salute dei cittadini di destra, di sinistra, di sopra, di sotto o di mezzo. Ora bisognerà ascoltare i rappresentanti della scuola e dell’università”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’audizione svoltasi oggi in I Commissione con i rappresentanti delle professioni sanitarie, sugli impatti finanziari dell’autonomia c.d. differenziata.

“L’unità del Paese nel servizio di assistenza sanitaria è un cardine dell’Italia repubblicana, peraltro già messo alla prova, pur senza devoluzione di poteri nuovi. Per questo motivo, non ci pare una buona idea la richiesta di rendere locale la gestione di servizi che per essere efficienti nel 2019 dovrebbero essere mantenuti come minimo su scala nazionale. In questo momento ci è di conforto il forte contrasto tra la Lega e i Cinque Stelle, che garantisce qualche probabilità di far saltare il progetto. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere gli sviluppi – concludono i Consiglieri –, ma non è insensato prepararsi opportunamente per contrapporre, ove ve ne fosse il bisogno, la più corale e determinata protesta del popolo pugliese”.

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