Autonomia del nord, sei Consiglieri: “I conti della sanità sono il problema più grave: lunedì in Commissione le professioni sanitarie”

“I conti della sanità sono il problema più grave del progetto autonomia del nord contro il sud, in grado di giustificare la più determinata mobilitazione. Per questo abbiamo pensato di sentire lunedì in I Commissione i rappresentanti delle professioni sanitarie”.

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Ruggiero Mennea, Gianni Liviano e Donato Pentassuglia, in vista della riunione di lunedì prossimo della I Commissione con all’ordine del giorno l’audizione dei rappresentanti delle professioni sanitarie sugli impatti finanziari e le politiche di bilancio nel progetto di autonomia c.d. rafforzata.

“Non c’è più tempo da perdere. È necessario consolidare un fronte comune tra istituzioni e cittadini di qualsiasi estrazione politica perché, se approvato, il progetto di riforma rischia di scaraventarci in un baratro di disservizi e insensatezza – ribadiscono i Consiglieri –. Basti pensare alla Puglia, che rischia di ritrovarsi con meno 682 milioni all’anno e con una spesa pro/capite pienamente decurtata, e quindi ben al di sotto degli attuali 1.810 euro. A questa contabilità immediata ed errata per difetto bisogna aggiungere i 23 milioni annui che la Puglia già perde, perché la quota assegnata non considera solo la popolazione residente, ma gli ulteriori parametri di età e genere e le modalità di rimborso a costo pieno della mobilità passiva.

E poiché nessuno può essere ragionevolmente disponibile a sacrificare l’interesse all’assistenza sanitaria per inseguire la chimera propagandistica di un localismo antistorico e contro i suoi figli, la risposta non può che essere contenuta in un alleanza che, conti alla mano, eserciti il dovere di dissentire”.

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