Amati scrive a Berlusconi e Bertolaso per frana di Montaguto

La richiesta di riunire intorno ad un tavolo tutti i soggetti coinvolti al fine di coordinare gli interventi necessari a far fronte alla frana di Montaguto, in provincia di Avellino, che ormai da quasi un mese impedisce i collegamenti tra la Puglia e Roma, è giunta questa mattina dall’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati che ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Guido Bertolaso.

Nella sua lettera, l’assessore Amati chiede ufficialmente e con sollecitudine la convocazione di un incontro tra quanti hanno la possibilità e il dovere di intervenire in una situazione di emergenza in cui sono state compromesse due importantissime reti di comunicazione tra la Puglia e la Campania, ovvero la Strada Statale 90 e la Ferrovia Benevento – Foggia che di fatto collega tutta la Puglia con Napoli e Roma.

“Il Comune di Montaguto in provincia di Avellino, località Panizza – spiega Amati nella sua lettera al premier Berlusconi – è in atto un esteso movimento franoso che interessa quasi un intero versante in sinistra orografica del Torrente Cervaro, delimitato verso l’alto dalla cima della “Montagna”, a circa 956 m, e in basso dal fondovalle del Torrente Cervaro a 400 m s.l.m.. Nell’area di fondovalle si snodano due importanti reti di comunicazione tra la Puglia e la Campania e cioè la Strada Statale 90 delle Puglie e la Ferrovia Benevento – Foggia che di fatto collega tutta la Puglia con il versante tirrenico e quindi con Napoli e Roma. L’attuale sistema di frane ha ricalcato in parte le strade già percorse da vecchi fenomeni gravitativi di cui si ha notizia fin dalla metà del diciottesimo secolo. Da un punto di vista morfologico la frana è caratterizzata da un cinematismo complesso, attivato a monte da una sorgente multipla di movimenti rototraslazionali ed evolutosi lungo il percorso in una colata di terra (la lunghezza complessiva dell’intero sistema franoso è pari a circa 3000 m.) che si è incanalata lungo il fosso del Vallone Montagna. Si sono, altresì formati alcuni laghi potenzialmente molto pericolosi per l’intera stabilità del versante.

Gli interventi in atto puntano a ridurre l’imbibizione della frana, scongiurare il pericolo di improvvisa ed incontrollata tracimazione dell’acqua dai laghetti anzidetti e a controllare il piede della frana attraverso la rimozione del detrito. Nelle ultime settimane – scrive l’assessore regionale alle Opere Pubbliche – il fronte è avanzato di molto (anche nell’ordine di qualche metro al giorno), tanto da aver reso necessario la chiusura al traffico della bretella stradale e della ferrovia e la contemporanea rimozione dei binari. Tale riattivazione del fenomeno ho coinvolto anche la zona di testata con forti ripercussioni anche sulla stabilità dell’area occupata dal lago. Ad oggi dunque, l’interruzione ferroviaria rende, di fatto, la capitale raggiungibile solo per via aerea o autostradale. Vista l’estrema gravità della situazione e i disagi causati alla popolazione pugliese – conclude Amati – si richiede con particolare sollecitudine la convocazione di un incontro tra tutti i soggetti coinvolti, finalizzato a coordinare tutti gli interventi necessari, così da ripristinare nel più breve tempo possibile la circolazione stradale e ferroviaria”.

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