Amati ringrazia De Castro per voto contro privatizzazione acqua.

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“Esprimo il mio ringraziamento nei confronti dell’europarlamentare Paolo De Castro per aver votato in favore di un emendamento contro la privatizzazione dell’acqua”. Lo ha detto l’assessore alle Opere Pubbliche Fabiano Amati a proposito del voto espresso dal Presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo Paolo De Castro (S&D), che durante la votazione della plenaria del Parlamento europeo, svoltasi nel quadro di una risoluzione sugli accordi UE-Canada, si è espresso a favore della gestione pubblica del servizio idrico integrato.
Il testo dell’emendamento votato diceva: “E’ contrario a qualsiasi tentativo di privatizzare i regimi di distribuzione idrica quale parte dell’accordo economico e commerciale globale; dichiara il suo appoggio alle comunità canadesi impegnate nella lotta per impedire la privatizzazione dell’acqua, in quanto ritiene che l’acqua sia un bene pubblico; sostiene che qualsiasi accordo debba proteggere pienamente e promuovere l’ulteriore sviluppo dei servizi pubblici”. L’assessore Amati, relatore del disegno di legge approvato l’altro ieri in Giunta, che sancisce il principio dell’acqua quale bene comune dell’umanità e trasforma l’Acquedotto Pugliese in un soggetto di diritto pubblico, ha dichiarato di essere “contento per il voto di De Castro, perchè affianca e comprende le ragioni che muovono l’iniziativa che la Regione Puglia sta portando avanti affinché la gestione del servizio idrico integrato resti sempre in mano pubblica. L’acqua è un bene universale – ha detto Amati – la sua gestione pubblica è una questione di giustizia, di equità e di civiltà; mi dispiace che solo De Castro tra i parlamentari europei del Pd abbia compreso l’importanza dell’argomento. La nostra attività non è mossa infatti da totem politici, tanto meno rappresenta una campagna che riguarda il solo nostro Acquedotto, piuttosto è un’azione che riguarda tutti i paesi che dovrebbero agire affinché su un bene così importante come l’acqua non si consumino più le grandi ingiustizie della storia”.

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