Amati: “Acqua e fogna a tutti, anche in zone agricole e produttive, perché averle è un dovere nei confronti dell’ambiente e della salute. Una proposta di legge”

“Acqua e fogna per tutti, anche nelle zone esterne ai perimetri urbani, cioè nelle zone agricole abitate, produttive e turistiche. E tutto questo perché avere l’acqua e la fogna è un dovere, prima che un diritto, a tutela delle migliori condizioni igieniche e ambientali. E per questo abbiamo presentato una proposta di legge, aperta alla sottoscrizione di tutti, che speriamo possa essere approvata al più presto”.

Lo comunica il consigliere regionale Fabiano Amati, presentatore della proposta di legge “Misure per l’estensione delle reti idriche e fognarie”, sottoscritta anche dai colleghi Sergio Blasi, Gianni Giannini, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia.

“La proposta di legge – spiega Amati – è finalizzata a consentire la realizzazione di reti idriche e fognarie a servizio delle zone agricole abitate, produttive e turistiche, allo stato escluse perché non inserite nel perimetro delle aree urbane, utilizzando un procedimento semplificato, nel rispetto della normativa europea e statale, e compatibilmente con la dotazione finanziaria, impiantistico-strutturale e tecnologica.

Le diverse norme della proposta di legge prevedono che i comuni o AQP possano richiedere l’estensione della rete idrica e fognaria all’Autorità Idrica Pugliese, la quale – previa verifica dei presupposti tecnici ed economici – dovrà riscontrarla nel termine perentorio di 45 giorni. La mancata risposta nel termine comporterà il silenzio-assenso.

Ovviamente – prosegue Amati –, sarà sempre fatta salva la facoltà della Regione di annullare l’autorizzazione qualora non ricorrano i presupposti tecnici o legali, però nel termine perentorio di 15 giorni dalla data di autorizzazione o di formazione del silenzio-assenso. In poche parole, tutto si dovrà fare velocemente. L’autorizzazione all’estensione dovrà salvaguardare gli indici di copertura tra idrico e fognario previsti dalla normativa europea e statale, e la compatibilità dell’intervento con la dotazione strutturale e tecnologica degli impianti di depurazione. Da ciò deriva, logicamente, che l’autorizzazione non potrà essere rilasciata nei territori dei comuni privi di impianti di depurazione adeguati alla normativa vigente in materia di trattamento e recapito finale, ovvero sottoposti a procedura d’inadempimento, anche solo avviata e seppure sospesa.

Mi sembra di poter dire, dunque, che con questa proposta di legge si afferma il diritto all’acqua per tutti e in tutte le zone in cui si vive e si produce, in quanto ognuno di noi ha il dovere di dotarsi del servizio idrico e fognario perché ciò – conclude – è la più straordinaria forma di tutela dell’ambiente e (attraverso l’igiene) della salute”.

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