Impegno comune sulle proposte di modifiche al Piano paesaggistico

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consiglio regionale pugliese“Alla fine delle audizioni in V Commissione mi pare di capire che la gran parte delle proposte di modifiche al Piano paesaggistico, avanzate in questa settimana da tanti Consiglieri regionali, trovino l’accordo ampiamente maggioritario dei Comuni, degli Ordini professionali e delle Associazioni d’interessi. Di ciò sono naturalmente soddisfatto, anche pensando alle indicazioni nette e di merito fornite dal mio partito al gruppo consiliare, avallate dalla stragrande maggioranza degli amministratori locali.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, al termine della sessione di audizioni svoltesi dinanzi alla V Commissione consiliare sul Piano paesaggistico.

“Il percorso svolto sinora in Commissione e nel dibattito politico è stato utile e faticoso, ed ha esaltato – pur scontando qualche asprezza e sopportando qualche frase maleducata – il lavoro maggioritario di quanti si sono approcciati all’argomento con attenzione politica e tecnico-giuridica, pur con le diverse proposte di rimedio. Ciò è accaduto – per fortuna – con il contributo di tutte le coalizioni politiche presenti in Consiglio regionale.
Come è noto, non eccello, né mai eccedo, in complimenti di circostanza. Non mi si addice il ‘mestiere’ del tattico, che purtroppo ancora resiste, impegnato a calibrare con la stretta dinamica politica il proprio punto di vista su un problema amministrativo.
In questo caso, tuttavia, mi piace segnalare l’impegno di attenzione e ascolto assicurato dal Governo regionale, rappresentato dall’Assessore Barbanente, e la ‘corsa’ al lavoro e allo studio garantito dai Comuni, dagli Ordini professionali e dalle Associazioni d’interesse. Da alcune di quest’ultime mi distanzia un punto di vista diverso, ma ne ho apprezzato il contegno e la disponibilità a dialogare e ascoltare.
Comincia ora, però, la fase più complicata. Quella in cui dovranno essere tirate le somme. La fase in cui l’attenzione, l’ascolto e la ‘corsa’ alle proposte di modifica dovranno tramutarsi in atti.
Ho fiducia nel fatto che il Governo regionale, rendendosi orgogliosamente protagonista anche nei confronti del Ministero e nella parte che non obbliga alla copianificazione, saprà tradurre in modifiche normative questo notevole lavoro di attenzione e di ascolto, in tempi relativamente stringenti: la necessità di sbrigarsi è contenuta nel fatto che, mentre discutiamo, sono in vigore le norme di salvaguardia.
Se questo accadrà, come sono pronto a scommettere, mi lascerò sicuramente andare in eccessi di lodi, estraendo dal vocabolario i superlativi, a dispetto del fatto che nei nostri tempi sono ampiamente abusati anche a commento di fatti ordinari.”

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