Vivai e Xylella, Amati e Pentassuglia: “La burocrazia regionale rischia di far fallire i vivai. Intervenga Emiliano o sarà protesta”

“I vivaisti stanno rischiando di fallire anche per l’inerzia della burocrazia regionale nel rilascio delle autorizzazioni in deroga; e il tutto viene giustificato con richieste d’integrazione documentale infondate e non rispondenti alle leggi di settore. Intervenga il Presidente Emiliano o la protesta dei vivaisti sarà più che giustificata ed avrà come sempre il nostro supporto.”


Lo dichiarano i Presidenti delle Commissioni Bilancio e Agricoltura Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, commentando una lettera inviata oggi dall’Osservatorio fitosanitario regionale alle imprese vivaistiche richiedenti deroga per commercializzare i prodotti all’esterno delle aree delimitate.

“Quando sembra che tutto stia procedendo per il meglio interviene sempre qualcosa che scompagina le migliori intenzioni. 

Nel nostro caso si tratta di una lettera d’integrazione documentale e prescrizioni varie, inviata oggi dall’Osservatorio fitosanitario alle imprese che hanno richiesto di essere autorizzate a commercializzare i propri prodotti all’esterno dell’area interessata da xylella e perciò delimitata. C’è purtroppo da dire che sino alla riunione di lunedì scorso le imprese richiedenti avevano ricevuto le più ampie rassicurazioni sul buon esito delle pratiche; si trattava solo di attendere la seduta odierna del Servizio fitosanitario centrale, per un parere.

Ed invece siamo ripiombati nell’abisso delle pastoie burocratiche, peraltro dopo diversi appuntamenti istruttori da noi promossi, consistenti in  una riunione della Commissione agricoltura per definire il più celere percorso amministrativo, nell’audizione dell’Arif per verificare l’avvenuto monitoraggio e un recente incontro tra assessorato ed operatori per definire modalità d’intervento e cronoprogramma.

Spiace dover invece constatare una situazione priva di giustificazioni plausibili, considerato che le norme in materia sono chiarissime, non ammettono giri di parole e non prescrivono estenuanti rimpalli di responsabilità.”

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