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Rassegna stampa 02/06/2015

OSSERVATORIOGGI.IT

Fabiano Amati festeggia e conferma: 'Anche questa volta sarò il consigliere regionale di tutti i fasanesi' 

Il confermato consigliere regionale del Partito Democratico ha incontrato, nel suo comitato, amici e sostenitori dopo la conferma della sua elezione 

FASANO - Una giornata che non dimenticherà facilmente, quella di ieri (lunedì 1° giugno), il confermato consigliere regionale fasanese Fabiano Amati. Una mattinata e un primo pomeriggio trascorso tra ansie e apprensioni tramutatesi in gioia solo nel tardo pomeriggio quando, dalla Prefettura, giunge la notizia che saranno due della lista del Partito Democratico della lista brindisina a sedersi negli scranni della massima assise regionale. Ha avuto paura di non farcela Fabiano. E sarebbe stata una beffa. Solo 39 voti, infatti, il suo distacco dal primo eletto, quel Giuseppe Romano già capogruppo Pd in Regione nella scorsa consiliatura. Ma tutto è bene quel che finisce bene e così ieri sera via alla festa. Appena la notizia è stata confermata è partito anche un carosello d'auto per la città mentre tanta gente si è cominciata a radunare nella sede del comitato di Amati, in corso Vittorio Emanuele, suo quartier generale da sempre. Il consigliere regionale aveva convocato una conferenza stampa per le 20.30 e, strano a dirsi per un politico, Amati è arrivato puntuale, a piedi, accompagnato dalla figlia Rossella. Non si è sottratto all'abbraccio di amici e simpatizzanti e a quello dei ragazzi del suo staff che con lui hanno condotto in porto questa, è giusto sottolinearla, meritata vittoria. Poi Amati, attorniato dai Giovani Democratici e affiancato dal segretario cittadino del Pd Piefrancesco Palmariggi ha preso la parola.   "Ho scelto di incontrare tutti voi quì anche per mantenere un senso di continuità - esordisce Amati -, magari poi ci vedremo in piazza e parleremo a tutta la città. E'stato un periodo duro, sia la campagna elettorale che l'esito. Non è ora il momento di fare commenti perché anche questa è la bellezza della vita. Quello che abbiamo detto in giro continuamente in campagna elettorale ora deve essere Vangelo. Abbiamo assunto degli impegni e ora li dobbiamo portare avanti tutti insieme. Il vostro calore mi conforta, mi fa sentire coccolato e amato. Vi ringrazio tutti e permettetemi di ringraziare lo staff che ha lavorato con me. Grazie per volermi bene così come io ne voglio a voi. Da oggi, come l'altra volta, non sarò il consigliere regionale di una parte ma dell'intera città di Fasano. Ora più che prima. Vorrei tanto che prima che finisca la mia carriera politica riesca a inculcare un po' di educazione alla vita pubblica da parte dei miei cittadini. Noi fasanesi abbiamo una potenza elettorale che ci rende autosufficienti e ditelo in giro perché l'astensionismo di queste elezioni per protesta o per disinteresse non è stata una cosa positiva. Ora fatevi soldati di un messaggio. Nella politica ogni momento di disinteresse è un garnde insuccesso prima di tutto per chi si disinteressa. La scrasa affluenza alle urne di questa tornata reclama più che in nostri litigi un'attività di educazione che dobbiamo compiere. Questa parte del territorio, in virtù di questo astensionismo, stava perdendo la sua rappresentanza in consiglio regionale. Oggi mi sento ancor più responsabilizzato. Mi sento consigliere regionale con diverse città a cui pensare e curare in esclusiva. Insomma, per non farla lunga, in queste ore ho pensato a lungo. Facciamoci soldati di questo messaggio. Anche i mezzi di informazione che per un titolo stravolgono la bellezza dell'amministrazione pubblica si portano dietro il disinteresse, la protesta, la difficoltà a reclutare persone nuove come i miei ragazzi. Io sono stato fortunato perché ho avuto in campagna elettorale un gruppo di giovani straordinari e in questo siamo stati originali. Certo, c'erano anche tante persone d'esperienza politica ma avevamo anche questo patrimonio e io ho notato che in giro, in campagna elettorale, c'è troppa prevalenza del mestiere della politica dove poi si prende sempre una brutta china con la negoziazione del voto. Ma quì se c'è una cosa da megoziare sono le cose da fare e noi ne abbiamo tante. Ci siamo impegnati per portarle a termine ma per far sì che ciò avvenga c'è bisogno sempre di questo calore e che non sia solo oggi che un giorno di festa. Anche con rimproveri e tirate di orecchi. Coltivate la bellezza della campagna elettorale, i rapporti umani, quelli che siamo riusciti a costruire. Ai giovani dico: ora non mollate. Siete diventati un patrimonio di qyesta città. Non ci saranno sempre Fabiano o altri a condurvi per mano". 

 
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