Giovedì 10 Maggio 2018 22:17    PDF Stampa E-mail
Liste d'attesa, Amati: “Ringrazio per condivisione e suggerimenti Cgil, Cisl, Uil e Fials”

img 4509«Esprimo soddisfazione per la condivisione e i suggerimenti avanzati in III Commissione dai sindacati confederali e dalla Fials sulla proposta di legge per ridurre le liste d'attesa. Rilevo la contrarietà di alcuni sindacati dei medici, che scusandosi senza richiesta per un'accusa di responsabilità mai addebitata finiscono per rifiutare l'essenza della proposta: una collaborazione proficua tra Regione e medici. Ma cosa c'è di strano o demagogico in una proposta che invita i dipendenti di un'azienda a considerare prioritario lo svolgimento del lavoro aziendale? Perché quando un'azienda è pubblica si possono sostenere cose diverse da ciò che si sostiene quando l'azienda è privata?».

Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della commissione regionale bilancio, presentatore con i Consiglieri regionali Napoleone Cera, Enzo Colonna e Ruggero Mennea della proposta di legge "Misure per la riduzione delle liste d’attesa in sanità. Primi provvedimenti".

«La nostra proposta di legge, almeno nella parte più controversa, si preoccupa di stabilire la sospensione dell'attività a pagamento qualora i tempi d'attesa siano molto più brevi di quelli per l'attività istituzionale. Attualmente le norme statali, i contratti di lavoro e il regolamento regionale già prevedono che i tempi devono essere allineati, solo che non è scritto cosa accade nel caso questi tempi - come purtroppo accade - siano disallineati. Mi pare francamente curioso, quindi, ostacolare una norma che si limita a rendere effettivo ciò che diverse norma già auspicano.
Si tenga conto che i diversi tempi d'attesa tra le prestazioni a breve, o differite, e l'attività libero professionale, si riscontrano a parità di personale, ore di lavoro e volumi, per cui è priva di pregio l'eccezione sui carichi di lavoro o sulle carenze di personale.
Faccio presente infine che la stessa proposta di legge contiene la possibilità di acquistare prestazioni libero-professionali per lo svolgimento di attività istituzionale, così come di recente deliberato dalla Regione Toscana, alla ovvia condizione che i diversi tempi di attesa siano dovuti a ragioni oggettive o di criticità e complessità incolpevole».

 
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