Giovedì 05 Aprile 2018 10:29    PDF Stampa E-mail
Fusione nucleare, Amati: "Scelta forzata, chiedo riesame indipendente della decisione o ricorso al giudice"

IMG 6358«Da una prima valutazione la scelta di Frascati in danno di Brindisi per l'esperimento di fusione nucleare mi sembra molto forzata. Occorre dunque chiedere un riesame della valutazione, affidata a una commissione totalmente indipendente (e non farcita da personale ENEA di Frascati), e in difetto un'impugnazione dinanzi all'autorità giudiziaria».

Lo dichiara Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento alla graduatoria per la scelta del sito dell'esperimento DTT- fusione nucleare, all'esito della quale è stato scelto il sito ENEA di Frascati in danno della Cittadella della ricerca di Brindisi (classificatasi seconda).

«Che la scelta sia stata forzata è facilmente riscontrabile anche dalla lettera di trasmissione della graduatoria da parte del Presidente della Commissione Alessandro Ortis al Presidente dell'Enea. In detta lettera, infatti, si legge che "Frascati si presenterebbe come il sito che storicamente è impegnato sulla fusione e che quindi offre interessanti garanzie per il successo dell'impresa, minori costi di realizzazione e più agevoli condizioni per il coinvolgimento di personale ENEA".

Ciò vale quanto dire che l'avviso pubblico era inteso come mera foglia di fico e quindi si poteva evitare, perché se i requisiti di scelta erano rivolti al sito che storicamente si occupa di fusione e a una sede con personale ENEA l'esito in favore di Frascati l'avrebbe fatto conseguire anche il sorteggio per esclusioni successive.

La scelta dell'avviso pubblico è molto impegnativa e non si risolve in mere concessioni alla narrativa della trasparenza. 

La proposta di Brindisi ha ottenuto lo stesso punteggio di Frascati sui requisiti essenziali (100), un punteggio maggiore sugli ulteriori elementi (100 contro 91) e il miglior punteggio sull’offerta economica (5 contro 0). Abbiamo invece perduto (22,49 contro 4,5) sul valore delle infrastrutture esistenti nella misura in cui risultano utili e disponibili a ridurre il costo dell'investimento, senza capire in che termini le singole strutture saranno rese funzionali al nuovo progetto e con quali oneri di adattamento al nuovo progetto».

 
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