Sabato 31 Marzo 2018 11:45    PDF Stampa E-mail
Liste d’attesa, Amati: ”I medici mi aiutino e non mi facciano sentire in colpa“

img 7253«Sul problemone delle liste d’attesa sarei felice se i medici mi aiutassero invece di farmi sentire quasi in colpa per il sol fatto che me ne sto occupando. A meno che non si dimostri che il problema liste d’attesa è una montatura mediatica o una speculazione politica. Cosa che a me non sembra».

Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento ad alcune puntualizzazioni critiche manifestate sul progetto di legge "Misure per la riduzione delle liste d’attesa in sanità – Primi provvedimenti", presentato dallo stesso Amati e sottoscritto anche dai Consiglieri Cera, Colonna e Mennea.

«A dire il vero moltissimi medici mi hanno manifestato il loro interesse e molti mi stanno facendo pervenire osservazioni di merito per migliorare il testo della proposta di legge.
La questione delle liste d’attesa è purtroppo un buco nero che riesce a mettere in ombra tutte le cose belle che ogni giorno la classe sanitaria pugliese produce.
La proposta di legge crea un’alleanza tra il sistema pubblico e la classe medica, incentivando anche economicamente il lavoro degli operatori bravi (la maggior parte) che si trovano a gestire pesanti lungaggini nell’erogazione della prestazione a causa di carenze strutturali o di personale. Sanziona invece l’irresponsabilità di pochi, quelli che a parità di volumi producono differenze di tempi d’attesa decisamente incongrue tra attività istituzionale e libero-professionale.
Chiedo pertanto agli ordini professionali e ai medici di propendere per un confronto fondato sul miglioramento della proposta, a cui mi sono sempre dichiarato disponibile, all’unica condizione che il nostro comune obiettivo non è l’ottimo ma il buono; ciò perché l’ottimo non si raggiunge mai e serve solo all’utilità dei pochi che non vogliono cambiare nulla».

 
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