Giovedì 19 Aprile 2018 16:54    PDF Stampa E-mail
Amati: “ Le liste di attesa sono un problema e non un gioco di parole”

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La gravità della questione liste d’attesa non può ammettere cerimonie e giochi di parole. Lo hanno peraltro confermato oggi la maggior parte dei direttori generali e sanitari delle ASL, esprimendo favore di massima al rimedio contenuto nella proposta di legge. Sarebbe stato dunque più lineare che i colleghi di DIT-Noi per l’Italia avessero mantenuto l’iniziale posizione contraria alla proposta, piuttosto che produrre una gran quantità di modifiche finalizzate ad annacquare il testo fingendo di migliorarlo».

Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento alle proposte di modifica al progetto di legge “Misure per la riduzione delle liste d’attesa in sanità. Primi provvedimenti”.

1F571F8F-296C-43B4-B309-73E6C45EEE84«La nostra proposta di legge è di una semplicità disarmante, che applica seriamente una legge statale e che prescrivendo la collaborazione dei medici, altro che punizione, punta il dito contro il più insopportabile dei ritardi: il soccorso tempestivo ad una richiesta d’aiuto. Si propone infatti che ogni azienda monitori costantemente i tempi di erogazione delle prestazioni istituzionali e libero-professionali, e nel caso di disallieamento nei tempi d’attesa sospenda l’attività libero-professionale sino a raggiungimento dell’allineamento. Tale disposizione è temperata dalla indicazione che nel caso tale disallineamento sia addebitabile a carenze strutturali o di personale, cioè nella maggior parte dei casi e senza colpa dei medici, sono disposti incentivi economici in favore degli stessi medici al fine di acquistare prestazioni libero professionali per svolgere i compiti istituzionali.

È insomma un provvedimento che frena ciò che si sente continuamente: sessanta giorni per la visita pubblica e sette giorni per la visita a pagamento.
Che i tempi debbano essere allineati è peraltro previsto dalla legge statale e dal contratto dei medici, però senza indicare alcun rimedio in caso di disallineamento. È appunto sul rimedio (la sospensione) che opera la proposta di legge, con immediatezza e senza formule burocratiche paragonabili al politichese; audit, programmazione, verifica, coordinamento, percorsi, criteri, indirizzi, comitati, commissioni ecc. cioè tutto l’armamentario del riformista che non vuole riformare o del movimentista che non ha alcuna intenzione di spostarsi.
Chiedo perciò a tutti i colleghi, compresi quelli di DIT che in ogni caso ringrazio per i complimenti in mio favore per l’iniziativa legislativa, di fornire proposte più immediate, non burocratiche né politiciste, perché l’argomento chiede solo di intervenire con risolutezza ed immediatezza».

 
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