Gas Radon, Amati: “Presentata proposta di legge migliorativa”

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«Pur confermando gli alti rischi rappresentati dal gas radon sulla salute, la legge vigente ha bisogno di maggiore semplificazione e di minor impatto sugli immobili esistenti, in attesa del piano regionale radon. In questo senso ho presentato stamattina una proposta di legge».

Lo comunica il consigliere regionale Fabiano Amati, primo firmatario della proposta di legge “Modifica della legge regionale n. 30 del 3 novembre 2016 (“Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato”). La proposta è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Donato Pentassuglia.

«Il testo della proposta, che spero sia approvata al più presto, si preoccupa di limitare le misurazioni ai locali interrati, seminterrati e a piano terra, con esenzione di quelli con superficie inferiore a 20 metri quadrati e purché siano dotati di idonea ventilazione.

Abbiamo inoltre proposto di eliminare per le nuove costruzioni la disposizione che subordina alle misurazioni di concentrazione  il rilascio del certificato di agibilità».

 

TESTO PROPOSTA DI LEGGE: 

 

“Modifica della legge regionale n. 30 del 3 novembre 2016 (“Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato”).

 

Articolo 1

L’art. 3 è così sostituito:
Articolo 3
(Livelli limite di concentrazione per le nuove costruzioni)
1. Sino all’approvazione del Piano regionale radon e agli adeguamenti degli strumenti urbanistici comunali di cui all’articolo 2, comma 5, e salvo limiti di concentrazione più restrittivi previsti dalla legislazione nazionale, ovvero limiti specifici previsti per particolari attività di lavoro, per le nuove costruzioni, eccetto i vani tecnici isolati o a servizio di impianti a rete, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso, e in tutti i locali dell’immobile interessato, non può superare 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva. Entro e non oltre sei mesi dal rilascio del certificato di agibilità devono essere avviate su ogni locale della nuova costruzione le misurazioni del livello di concentrazione, con le modalità previste dall’articolo 4, commi 2, 3, 4, 5, 6 e 7.
2. Il progetto edilizio per le nuove costruzioni di cui al comma 1 deve contenere i dati necessari a dimostrare la bassa probabilità di accumulo di radon nei locali dell’edificio, ed in particolare una relazione tecnica dettagliata contenente:
a) indicazioni sulla tipologia di suolo e sottosuolo (tipo di roccia, eventuale possibilità di formazione di stradi di ghiaccio nei periodi freddi ecc.)
b) indicazioni sui materiali impiegati per la costruzione;
c) soluzioni tecniche adeguate, in relazione alle tipologie di suolo e di materiali impiegati per la costruzione, idonee ad evitare l’accumulo di gas radon nei diversi locali (vespai aerati, pozzetti di aspirazione, canali di espulsione, impermeabilizzazione dei massetti ecc.)
3. Le caratteristiche tecniche derivanti dalla relazione di cui al comma 2 devono essere mantenute in caso di successivi interventi edilizi.
4. L’approvazione dei piani urbanistici generali e attuativi deve essere preceduta da studi preliminari del suolo e del sottosuolo, in grado di definire particolari tecniche costruttive, imposte con le norme tecniche di attuazione, ovvero con prescrizioni in materia di costruzione dei manufatti edilizi, da considerare in sede di progettazione dei vespai, del sistema di ventilazione degli interrati e seminterrati, nonché idonee prescrizioni sull’uso di materiali contaminati e cementi pozzolanici, ovvero materiali di origine vulcanica

Articolo 2

1. Alla lettera a), comma 1, dell’articolo 4, dopo le parole “per gli edifici” aggiungere le parole “strategici di cui al D.M. 14.1.2008 e”.
2. La lettera b) comma 1 dell’articolo 4 è così sostituita:
“b) per gli interrati, seminterrati e locali a piano terra degli edifici diversi da quelli di cui alla lettera a) e aperti al pubblico, con esclusione dei residenziali e dei vani tecnici isolati al servizio di impianti a rete, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso non può superare 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva. Sono esentati dagli obblighi di misurazione i locali a piano terra con superfice non superiore a 20 mq, purché dotati di adeguata ventilazione.”
3. All’art. 4, comma 6, dopo le parole “tecnico abilitato” sono aggiunte le parole “esperto qualificato in radioprotezione di II grado di abilitazione”.

Articolo 3

Limitatamente agli immobili di cui all’articolo 4, comma 1, lettera b), i termini previsti dall’articolo 4 commi 2, 3, 4 e 5, cominciano a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Articolo 4

L’art. 5 è abrogato.

 

Articolo 5

Al titolo della legge sostituire la parola “confinato” con la parola “chiuso”.